Uno sguardo alla Copa America Centenario

Notte da ricordare quella appena passata: nel segno del capitano del Messico, Rafa Marquez, i biancoverdi hanno affondato la corazzata uruguaiana. Stessa notte da ricordare per il granata Martinez, che con un gol regala la vittoria al Venezuela nella partita d’esordio contro la Giamaica.

COPA AMERICA CENTENARIO: LE PARTITE GIOCATE

MESSICO – URUGUAY 3-1

L’Uruguay inizia nel peggiore dei modi la Copa America Centenario, incassando tre goal dal Messico: a segno anche l’obiettivo del Napoli Herrera. Nel match del gruppo C del torneo partono forte gli uomini di Osorio, andati in vantaggio dopo appena 4′ con l’autogol di testa dell’ex interista Alvaro Pereira. Poi, in negativo, si fa notare il viola Vecino che in meno di 20 minuti rimedia due gialli con cui finisce sotto la doccia in chiusura di prima frazione. Celeste in dieci e costretta ad inseguire.
Nella ripresa l’espulsione di Guardado dopo 20′ rimette le cose in apri, e Godin riesce a pareggiare dopo appena 60 secondi. E’ l’ex veronese Rafa Marquez, autore del nuovo vantaggio che spiana la strada al successo al ‘Tricolor’. Vittoria certificata nel recupero da Hector Herrera, obiettivo di mercato del Napoli, abile a trafiggere Muslera di testa per il definitivo tris. Per Cavani e soci, è notte fonda.

GIAMAICA – VENEZUELA 0-1

josef martinezAl Soldier Field di Chicago il Venezuela batte 1-0 la Giamaica e inizia nel migliore dei modi il proprio cammino nel Gruppo C di Copa America.
Buon avvio di gara di gara dei Reggae Boyz, che tuttavia non riescono a creare pericoli dalle parti di Hernandez. Su un disimpegno errato della retroguardia giamaicana, Guerra si inserisce bene centralmente e serve un pallone filtrante sulla sinistra dell’area per Martinez, che con un tiro preciso trafigge Blake al 15′ per l’1-0 dei vinotinto.
Al 24′ c’è l’episodio che sbilancia la partita dalla parte della squadra del Ct Rafael Dudamel. Austin travolge con una brutta entrata Rincon, e l’arbitro decide di espellerlo estraendo nei suoi confronti il rosso diretto.

Nella ripresa partono bene i caraibici. Sventola al 49′ di Hector, sulla quale Hernandez tocca con la punta delle dita, con il pallone che scheggia il palo e va in calcio d’angolo. La replica del Venezuela è affidata alle sue due punte: al 62′ Rondon lancia in verticale sulla destra dell’area Martinez, il cui tiro stavolta è deviato in corner da Morgan.

COPA AMERICA CENTENARIO: GLI “ITALIANI” IN CAMPO

La Vinotinto venezuelana, ha avuto certamente come protagonisti due ‘italiani’: il centrocampista del Genoa, Tomas Rincon, e l’attaccante del Torino, Josef Martinez. Bene il regista del Genoa, e bene anche l’attaccante granata, che mette a segno la rete del vantaggio del Venezuela con un guizzo dei suoi.
Male Vecino, in campo con l’Uruguay, che si fa espellere ingenuamente nel primo tempo con un doppio giallo discutibile. Rimasto in panchine Laxalt. Occhio al messicano Herrera che con una super prestazione condita dal gol risulta uno dei migliori in campo per il Messico. Il Napoli lo sta seguendo molto da vicino.

COPA AMERICA CENTENARIO: OGGI PARLIAMO DI…

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Enzo Francescoli, ex campione della selezione uruguagia

Albiceleste: l’Uruguay. È una delle principali selezioni nazionali della storia del calcio, la prima peraltro, ad organizzare e vincere un campionato mondiale di calcio. I migliori risultati sono stati ottenuti tra gli anni venti e gli anni cinquanta del XX secolo, quando vinse due mondiali e due medaglie d’oro olimpiche, oltre a svariati titoli continentali. Nel 2010 ha chiuso il mondiale sudafricano al quarto posto, risultato che non raggiungeva da quarant’anni. Nel 2011 ha vinto la Copa America sedici anni dopo l’ultima volta.
Nel palmarès della nazionale uruguaiana vi sono due Coppe del mondo, quindici Coppe America (record assoluto), due medaglie d’oro olimpiche e il Mundialito disputato a Montevideo tra il 1980 e il 1981. Nelle due Confederations Cup a cui ha partecipato, nel 1997 e nel 2013, ha concluso al quarto posto.
Curiosità sullo stemma: Delle quattro stelle presenti sullo stemma dell’AUF, due fanno riferimento alle vittorie mondiali del 1930 e 1950, mentre le altre due stelle sono legate ai successi nei tornei olimpici del 1924 e 1928. La FIFA riconobbe le due edizioni olimpiche come “Campionati del Mondo per dilettanti”, quindi l’Uruguay si ritiene automaticamente campione del mondo per quattro volte.

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