MLS ANALISI – LA RIVOLUZIONE DI ORLANDO

Citrus Bowl, la casa degli Orlando City

Ad Orlando sta avvenendo, calcisticamente parlando, una vera e propria rivoluzione. La franchigia della Florida che partecipa alla MLS solo dal 2015 ha deciso di dare una svolta alla propria, fin qui breve, storia. Gli Orlando City, come già detto, fanno il loro debutto in MLS nel 2015 e sono la matricola, insieme a NYC, di quella stagione che vedrà Orlando vicinissima al raggiungimento dai playoff, traguardo però sfumato all’ultima giornata a favore dei Montreal Impact. Ma facciamo un passo dietro e vediamo come si è arrivati a questa svolta che altro non è che un cambio di coach.

INIZIO, CRESCITA E FINE DELL’ERA HEATH

In panchina siede Adrian Heath, inglese ex centrocampista con alle spalle una discreta carriera in Europa da calciatore e che dopo l’esperienze nelle serie minori inglesi accetta la chiamata proveniente dagli Stati Uniti. Prima gli Austin Aztex, club della USL dove rimane per 2 anni, poi, nel 2011, il passaggio agli Orlando City sempre in USL ma nel 2014 Orlando viene “promossa” in MLS. Heath viene confermato per la prima, storica, avventura dei Lions in MLS che abbiamo già detto essersi conclusa con un finale molto amaro. Nel 2016 c’è voglia di rivincite, voglia di riprendersi quello che ad Orlando era stato tolto, sul campo, all’ultima giornata.

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Adrian Heath

Gli Orlando City sono una delle franchigie con il seguito più alto, il Citrus Bowl è spesso tutto esaurito e i tifosi hanno un grande senso di attaccamento ai colori tanto da inventarsi uno slogan tutto loro “Paint the City purple”. La MLS 2016 però non rispecchia le aspettative, la squadra resta stabilmente nel limbo e non riesce a dare una sterzata verso la zona playoff. La squadra ha buone potenzialità: un ottimo attacco, un buon centrocampo ma la difesa sembra davvero essere troppo fragile, dopo 15 giornate i gol subiti sono 25.

E’ il 04.07.2016 al Toyota Park si disputa il match tra gli FC Dallas, capolisti ad ovest, e gli Orlando City, all’affannosa ricerca di punti in chiave playoff. La partita è a senso unico e finisce con un massacro per i Lions che in quel match più che leoni sembrano dei gattini. Il risultato è eclatante, 4-0 per i Texani e per Orlando diventano 29 i gol subiti in 16 partite. Poche ore dopo arriva l’annuncio dell’esonero di Adrian Heath che lascia la panchina di Orlando dopo quasi 5 anni.

I GIORNI DELLA SVOLTA

Ad Orlando voglio svoltare e sul serio, così si prendono 2 settimane per decidere il vero erede di Heath, nel frattempo come allenatore ad interim ci sarà Bobby Murphy, secondo di Heath. Con Murphy per i Lions non cambia molto la musica, arriva uno scialbo 0-0 contro Houston, poi la sconfitta contro i NYRB per 2-0 e il 2-2 contro i Whitecaps.

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Jason Kreis

Pochi giorni dopo arriva l’annuncio, da parte del CdA degli Orlando City, il nuovo tecnico sarà Jason Kreis. Allenatore dei NYC fino alla scorsa stagione, Kreis è stato anche coach dei RSL (2007-2013) vincendo anche la MLS nel 2009. Un allenatore che ha però poco a che vedere con Heath. Se con il coach inglese erano fondamentali gli esterni (Molino, Rivas, Winter…) per Kreis è tutt’altro infatti il suo modulo ideale è il 4-3-1-2 con la variante del 4-3-2-1 modulo dove Kakà al Milan si trova benissimo da fantasista sotto la gestione Ancelotti. Il presidente Rawlins ha dichiarato di aver scelto Kreis perché è un vincente e soprattutto perchè le sue squadre amano giocare col pallone.

Kreis nelle sue prime battute da allenatore non si è sbilanciato, affermando di non avere ancora in mente che modulo utilizzare, quali giocatori schierare da titolari ma ha dichiarato di essere felice della sua scelta e di essere eccitato per tutte le novità che sta vivendo in questa sua nuova avventura. Sotto l’aspetto tecnico c’è da dire che se Kreis dovesse seguire le sue linee guida si potrebbe, finalmente, vedere il tridente Kakà-J. Baptista-Larin, in un 4-3-1-2 con Kakà da trequartista e le due punte o con i due brasiliani ad agire da fantasisti e come unico punto di riferimento davanti il centravanti canadese (sempre che rimanga…). Ma con l’arrivo di coach Kreis potrebbero esserci più chance anche per Antonio Nocerino che proprio nei centrocampi a 3, al Palermo e al Milan, ha vissuto le sue annate migliori. Ritroverebbe il suo ruolo naturale ovvero quello di mezzala tuttofare, bravo a difendere ma anche ad inserirsi e non giocherebbe più in mediana ruolo che non li si adduceva proprio per questo Heath lo lasciava quasi sempre in panchina.

La scelta per svoltare, a nostro avviso, è quella giusta, Jason Kreis è un coach preparato, esperto e soprattutto che sa come vincere. Con lui i Lions potrebbero fare una rimonta per i playoff che ricorderebbe molto quella di Montreal l’anno scorso, già proprio Montreal la squadra che ha negato i playoff ad Orlando la scorsa stagione, se dovesse succedere sarebbe la chiusura perfetta di un cerchio.

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